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La parola all’esperto: Nuove prospettive nella ricerca sul carcinoma ovarico avanzato

La ricerca oncologica in ambito ginecologico compie costantemente passi in avanti nel tentativo di offrire risposte concrete e speranze rinnovate alle pazienti.

Oggi parliamo di uno studio clinico di Fase II noto come RAD-18-003/, una sperimentazione focalizzata sulla valutazione di un nuovo approccio terapeutico per il carcinoma ovarico avanzato.

Durante il percorso terapeutico standard, che prevede l’integrazione di chemioterapia e chirurgia, una delle principali sfide cliniche è rappresentata dalla possibile presenza di cellule tumorali microscopiche non visibili nella cavità addominale, potenziale causa di future recidive. In questo contesto si inserisce la sperimentazione su Radspherin®, un trattamento basato su microparticelle che emettono radiazioni alfa direttamente nell’addome. Questo tipo di radiazione agisce su distanze brevissime, mirando a colpire selettivamente le cellule tumorali residue e limitando al minimo il rischio di danneggiare i tessuti sani circostanti.

Lo studio è attualmente destinato a un gruppo specifico di pazienti con tumori HR-proficienti, ovvero con sistema di riparazione del DNA integro, che affrontano la chirurgia citoriduttiva dopo chemioterapia neoadiuvante.

La somministrazione del radiofarmaco avviene nel peritoneo in un’unica dose tramite un catetere posizionato durante l’intervento chirurgico, seguita dal completamento con la chemioterapia adiuvante, il mantenimento e poi i consueti controlli di follow-up clinico e strumentale.

Il profilo di sicurezza è stato già testato in uno studio di fase 1 e il farmaco si è dimostrato sicuro per la paziente. In questo studio di Fase 2 randomizzato si valuterà l’efficacia del trattamento nel prolungare i tempi di remissione.

Ricordiamo sempre che ogni percorso oncologico è unico e che la partecipazione alle sperimentazioni va sempre discussa con il proprio team medico curante per valutare l’idoneità individuale.

In questo studio, chi decide di partecipare, potrà essere assegnata al braccio sperimentale con una probabilità di 2 ad 1; in caso contrario riceverà il trattamento standard.

Come Loto continuiamo a monitorare da vicino i progressi della medicina, con la convinzione che l’informazione scientifica rigorosa e trasparente sia un fondamentale strumento di supporto e consapevolezza per tutte le donne e le loro famiglie.

Si ringrazia per la revisione la Prof.ssa Anna Fagotti,

Direttore UOC Ginecologia Oncologica e Carcinoma Ovarico

Professore Ordinario in Ginecologia e Ostetricia

Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS

Università Cattolica del Sacro Cuore

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